Accelera la tua crescita

ET protagonista alla Working Software Conference 2019

Mercoledì 3 luglio l’ Italian Agile Movement

ha proposto la prima edizione della Working Software Conference, la

conferenza italiana “about software”, come il gruppo decide di definire

la stessa proprio sul sito .

Per l’agenzia è stata l’occasione per

buttare un occhio su alcune tecnologie/strumenti interessanti,

incontrare amici con cui ci si vede solo alle conferenze, ma soprattutto

fare networking e portare a casa il maggior numero possibile di spunti.

Tra gli speaker dell’evento anche il nostro Head of Development, Alessandro Colla, con un intervento dal titolo “Test non convenzionale nello sviluppo di microservizi con CQRS ed Event-Sourcing”

nel quale, con l’aiuto di Alberto Acerbis, ha mostrato una tecnica

interessante per facilitare il testing del proprio software in un ambito

in cui risulta di solito complicato.

Ecco una panoramica dei talk che abbiamo avuto il piacere di seguire, con riferimenti a speaker e materiali disponibili.

Alessandro Colla e Alberto Acerbis

Il workshop si sviluppa realizzando un’applicazione composta da due microservizi che comunicano tramite eventi.

Usando CQRS ed Event Sourcing ci

viene mostrato come testare effettivamente gli eventi, che rappresentano

quanto di rilevante è successo nel sistema, tramite specification

testing invece del classico unit testing.

Si ottengono così test più

espressivi, riprendendo i termini emersi durante l’Event Storming e che

quindi utilizzano l’Ubiquitous Language concordato con i Business

Expert.

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Matteo Vaccari

Ottimo keynote basato sull’idea che

dei 5 principi dell’XP (TDD, Pair Programming, Continuous Integration,

Refactoring and Simple Design) proprio l’ultimo sia il meno “definito”.

Cosa è “semplice”? Come si raggiunge

la semplicità? Le 4 regole del “simple design” ti lasciano un certo

vuoto? Matteo ha condiviso con noi i risultati dei sui esperimenti in

merito.

Gianluca Padovani

Gianluca ci ha illustrato come il DDD

(Domain Driven Design), un approccio di sviluppo software introdotto da

Eric Evans nel 2003, ben si sposa con il concetto di Actor Model , che serve per poter implementare complessi sistemi concorrenti e distribuiti in maniera facile.

Per mostrarci questi concetti

Gianluca ha usato il paradigma della programmazione funzionale

attraverso Elixir, naturale “conclusione” (secondo il suo talk) dei

concetti affrontati.

La “scoperta” è stata piacevole e sicuramente la nostra agenzia farà degli studi su questo tema.

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Roberto Franchini

Spendiamo alcune parole su questo

talk, durante il quale Roberto ci ha fatto riflettere sui test di

integrazione; grazie a questi è possibile vedere tutto attraverso uno

sguardo più ampio e riuscire a non testare solo il nostro “orticello”.

Spesso è infatti importante testare che due funzionalità che operano correttamente in maniera singola siano in perfetta sintonia durante l’esecuzione dell’intero software.

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Federico Tomassetti

Perché usare un DSL? Secondo Federico

le risposte sono semplici: maggior comprensione da parte del product

owner, maggiore produttività da parte del team ed indipendenza dal

linguaggio che, a questo punto, sarà interamente basato sul domain

Specific Languange costruito dai membri del team.

Creare un proprio DSL non è

un’impresa semplice ma se si è lungimiranti e si vede il progetto nella

sua interezza può essere la chiave per assicurarsi interventi veloci e

un codice comprensibile da tutto il team.

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Claudio Pattarello

Chi di noi non ha mai abusato di

qualche If-Else di troppo? Ma siamo sicuri che erano sempre tutti

necessari? La risposta è SI se ragioniamo in una logica “If Oriented

Programming”, ma NO se cerchiamo di vedere le cose in una logica

completamente “Object Oriented Programming”.

Claudio nel suo interessante talk ci

ha mostrato come dei buoni principi di programmazione OOP, uniti ad un’

ereditarietà e un polimorfismo correttamente utilizzati, possano

permetterci di eliminare parecchi if presenti all’interno del nostro

codice che, di conseguenza, potrebbe diventare anche molto più leggibile

e più vicino al nostro Ubiquitus Language.

Andrea Vallotti

Ottima introduzione ai principi base

della Programmazione Funzionale del buon Andrea che ci ha guidati fra le

“componenti” di questa “arte oscura”.

Il workshop si è sviluppato con

l’implementazione delle astrazioni base della FP: siamo partiti dalla

Option per poi crescere ed è stato veramente illuminante scoprire quanto

sia relativamente facile; bastano infatti poche righe di codice per

crearsi una libreria di utilità funzionali.

Risulta affascinante il fatto che

tramite la logica funzionale ci si concentra solo sulla strada felice

rimuovendo tutto il classico rumore introdotto dal controllo contro il

nemico giurato della FP, il null.

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Gianluca Carucci

Dissacrante introduzione a TS (e alla

programmazione funzionale), senza mai pronunciare davvero la parola

“programmazione funzionale”. Gianluca ci ha mostrato perchè sia

veramente utile usare TypeScript e come questo strumento può aiutare per

la creazione di software funzionanti.

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Nicola Fiorillo

Nicola ci accompagna in un accorato

dipinto di come un “alchimista”, come si definisce chi lavora con

Elixir, sia portato a costruire ed architettare il proprio codice.

Processi, concorrenza e let it crash sono solo alcuni dei punti toccati

durante il talk.

Peccato solo per il proiettore che non funzionava…!

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Vi rimandiamo al loro sito

dove verranno pubblicate e breve tutte le presentazioni della giornata.

Attendiamo la prossima edizione, alla quale di sicuro non mancheremo.

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