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Gestire i prodotti non più disponbili su un eCommerce è un tema sempre molto attuale e non esiste un'unica via e soluzione possibile. Ogni ecommerce, di fatto, ha le sue specificità, la sua grandezza e vincoli derivanti dalla piattaforma tecnologica e dall'infrastruttura (si pensi per esempio a tutti quegli ecommerce pilotati dai gestionali).
C'è bisogno quindi di fare un' analisi puntuale e decidere con consapevolezza quale è la migliore soluzione per il nostro caso. Le implicazioni sono molteplici non solo lato utente ma anche per l' ottimizzazione SEO del sito. Indubbiamente più l'eCommerce è ricco di prodotti ad alta rotazione, più la gestione è delicata perché gli elementi da considerare sono molteplici.
Dal punto di vista tecnico non è poi scontato riuscire a realizzare i desiderata degli specialist SEO che, si sa, vorrebbero sempre la soluzione migliore, non quella più percorribile.
Gli aspetti tecnici fondamentali da considerare sono l'ottimizzazione del crawl budget e la corretta gestione dei response code .
I Response Code sono i codici di risposta forniti dal server web ad una richiesta effettuata. Nel caso di risorse inesistenti si può scegliere fra un 404 (Pagina non trovata) o un più definitivo 410 che sta ad indicare un risorsa che non esiste e non esisterà più. Discorso simile si applica alle redirezioni 301 e 302.
I redirect 301 automatici sono pericolosi per il crawl budget e per eventuali side effect non prevedibili: su siti di grandi dimensioni è sconsigliabile questo tipo di politica; stesso discorso vale per i 410 automatici sono pericolosi perché potrebbero fare perdere traffico interessante e anche link spontanei che, si sa, non è semplice ottenere.
Il messaggio è: studiare bene i response code perché sono armi potenti ma anche pericolose.
Se il prodotto è temporaneamente indisponibile:
Se il prodotto è definitivamente indisponibile:
Non c'è un solo modo di gestire un prodotto che per sempre sarà fuori dallo stock del nostro ecommerce. Ci sono varie considerazioni da fare prima di prendere una decisione e spesso è necessario scendere a compromessi.
Se il prodotto è molto cercato e il traffico sostenuto, si potrebbe decidere di tenere attiva la scheda prodotto, informando chiaramente il visitatore che il prodotto non è più disponibile ma cercando di non perdere la visita canalizzandolo su un prodotto simile o facendogli visitare la categoria. Questo ci consentirebbe quanto meno di non perdere nell'immediato un numero considerevole e magari profittevole di visite.
È chiaro che questa scheda prodotto deve comunque essere tolta dall'alberatura del sito, dal linking interno e dalla sitemap .
Discorso analogo per eventuali campagne a pagamento che puntino direttamente all'url del prodotto.
Fare un'analisi delle parole chiave che portano traffico a questo prodotto: questo ci consente di valutare con più attenzione che tipo di traffico sta arrivando e la migliore azione da compiere. Esempi di azioni possono essere:
Ci sono altre buone pratiche, sia SEO che di buonsenso, che possono aiutare a migliorare le performance del nostro eCommerce:
Come avete potuto constatare, una questione che potrebbe sembrare banale come la gestione di un prodotto non più disponibile nasconde in realtà aspetti critici che non vanno sottovalutati. La SEO è fortemente coinvolta e determinante ai fini della crescita dei risultati, questo in maniera proporzionale alla grandezza e alla visibilità organica dell'eCommerce.
Ovviamente non basta un articolo a sciogliere tutti i dubbi, ne ad andare alla dovuta profondità. L'indicazione più preziosa è che serve un approccio critico alla situazione di volta in volta riscontrata e qui l'esperienza per sapere fare la scelta corretta (anche progettuale) è determinante, anche guardando in avanti per anticipare problematiche ed evitare di introdurre pesanti zavorre future.